L’ipocalcemia e le mastiti

La maggior parte delle malattie colpisce la bovina da latte durante le prime due settimane di allattamento. L’inizio della lattazione compromette il metabolismo dell’energia, delle proteine e dei minerali, e influenza negativamente lo stato immunitario della bovina, che diventa più sensibile alle malattie. E’ dimostrato che la carenza di calcio che segue il parto aumenta il rischio di mastite.

Il calcio è necessario per la contrazione muscolare. Quando l’ipocalcemia è grave, cioè in forma clinica, la bovina giace a terra collassata. In questo caso, lo sfintere del capezzolo, che è formato da muscolatura liscia, non si chiude, e gli agenti patogeni possono penetrare nel canale del capezzolo e infettare la mammella.

Il collasso puerperale non è però molto frequente, mentre lo è la forma subclinica dell’ipocalcemia, quando cioè la concentrazione del calcio nel sangue scende al di sotto di 8,5 mg/dl. In questo caso le bovine non hanno sintomi evidenti, ma trascorrono più tempo sdraiate e l’esposizione del capezzolo ai germi ambientali aumenta.

L’ipocalcemia inoltre è stressante, perché fa aumentare la concentrazione ematica del cortisolo. Prima del parto essa è tre o quattro volte più elevata del normale, perché serve a innescare il processo che porta alla nascita del vitello; quando c’è ipocalcemia subclinica, può aumentare invece fino a quindici volte. Il cortisolo deprime l’immunità e aumenta il rischio di malattie, tra cui la mastite.

Infine, il calcio è necessario per il funzionamento delle cellule immunitarie (monociti e neutrofili) che proteggono la mammella. L’ipocalcemia impedisce l’attivazione di queste cellule, che non aggrediscono più i germi patogeni penetrati nella mammella.

Si stima che l’ipocalcemia aumenti di circa otto volte il rischio di mastite, oltre a quello di chetosi, ritenzione placentare ed endometrite; le loro ripercussioni economiche rendono conveniente prevenire questa insidiosa dismetabolia del puerperio.

I boli di Bovibol Parto sono attualmente il prodotto più avanzato per la prevenzione dell’ipocalcemia dopo il parto.