Il calcio e le malattie

Dopo il parto, l’ipocalcemia subclinica interessa in media 1 vacca su 2 e 1 manza su 4. La carenza di calcio impedisce il corretto funzionamento dei visceri (utero, mammella, sistema digerente) e deprime l’immunità, cosicché la bovina si ammala di più. Più che una malattia in sé, è la porta d’ingresso delle malattie: infatti, aumenta di circa 9 volte i casi di chetosi, di 8 i casi di mastite, di 4 i casi di dislocazione abomasale e di 6 volte i casi di ritenzione di placenta/endometrite.

Per prevenire l’ipocalcemia subclinica, la vacca pluripara ha bisogno di un etto di circa calcio in più nelle 24 ore dopo il parto. Le iniezioni endovenose non servono allo scopo, perché il calcio somministrato rapidamente confonde l’organismo: quando termina l’effetto, dopo circa quattro ore, la bovina va in ipocalcemia prima che l’organismo riesca a invertire il processo. La cosa migliore è dare il calcio per bocca, ma al parto la bovina non mangia: l’ingestione cala notevolmente nei tre giorni prima e riprende lentamente nei tre giorni dopo il parto.

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